Il Menu tipico veronese

Il menu tipico veronese del Mamma Mia Bistrot traccia un percorso ideale che tocca i valori tradizionali dell’alimentazione, comprensibilmente esaltati da molti anche per il gusto di tuffarsi in un passato ricco di tradizioni, rivisitando i quattro aspetti alimentari tradizionali del territorio.

 

Il nostro menù

GNOCCHI DI PATATE CON PASTISSADA (alla Tommaso Da Vico)

Sicuramente Ë il piatto più antico e più ricco di storia e sapore della cucina veronese. La pastissada de caval, un robusto stracotto, esiste nella cucina tradizionale veronese da oltre mille anni, da quando, secondo la tradizione, nel corso di una battaglia tra longobardi e veronesi rimasero abbattuti sul terreno centinaia di cavalli. Per conservare le carni di quella inaspettata provvidenza alimentare, in tempi così avari, si cercù di conservare le parti più adatte con salature e marinature di vino rosso e spezie.

Anticamente la pastissada de caval condiva dei grossolani gnocchi di farina che dovevano saziare gli appetiti più robusti e sedare i morsi della fame nei periodi di carestia. Più tardi saranno resi famosi a Verona grazie al suo antichissimo Carnevale e alle patate portate in Italia dalle lontane Americhe.

Bisognerà aspettare la fine del Cinquecento per registrare la presenza della patata nel Veneto, con la documentata affermazione nei secoli successivi dei gnocchi di patate preparati con amore nelle nostre cucine di casa.

PASTA E FAGIOLI (Pasta e fasoi)

Piatto principe che esprime il meglio della memoria della cucina delle nostre donne di casa essendo questa una delle squisite pietanze della tradizione veronese che ha esaltato la ricchezza della cucina poveraî e che ci riporta con il suo sapore allíantica poesia del focolare. Importati dai Veneziani dal Messico nel sedicesimo secolo, risultano molto pregiate le coltivazioni di fagioli del Basso Veronese, vera risorsa della cucina locale per la preparazione di squisite minestre.

LASAGNA

Una pietanza che porta ancora oggi le regole auree della cucina rinascimentale delle corti principesche e ducali del Cinque e Seicento. Una gustosissima pasta di lasagna al forno che le nostre massaie di casa hanno saputo affinare e renderla squisitamente appetibile con prodotti genuini in armonia con la mutata condizione dei tempi, collocando questo piatto, simbolo dei giorni di festa, al ruolo di protagonista nel menù del Mamma mia.

TORTELLINI DI VALEGGIO

Dalla leggenda del Nodo d’amore di Alberto Zucchetta
Una antica leggenda narra la storia díamore ambientata alla fine del 300 tra il capitano Malco delle truppe dei Visconti, accampate sulle rive del Mincio sotto il castello di Valeggio, con Silvia la ninfa del fiume. Tra i due giovani nasce l’amore e prima di fuggire per sempre e coronare il loro sogno, lasciano lungo le rive il fazzoletto d’oro della bellissima ninfa, annodato come pegno del loro amore eterno.
Da allora, le donne e le ragazze di Valeggio, per ricordare i due giovani amanti nei giorni di festa tirano una pasta sottile come il velo díoro della ninfa Silvia, e prima di annodarla, la riempiono di un delicato impasto. Era nato il nodo d’amore ovvero il tortellino di Valeggio che si celebra ogni anno lungo il Ponte Visconteo alla presenza di quattromila persone che giungono da ogni parte del mondo.

TAGLIATELLE (alla Carlo Goldoni)

Il celebre drammaturgo veneziano, Carlo Goldoni (1707-1793) autore di straordinarie commedie dialettali, nelle sue “memoires” ricorda come i parigini amassero le tagliatelle, o fettuccine, che si preparavano nelle cucine dei palazzi veneziani, condite con ottimi ragù di carne. Nelle ricette della tipica cucina veronese, che trovano le radici nell’alto Medioevo, troviamo le “taiadele” prevalentemente condite con gustosi sughi di carne di anitra e altri animali da cortile oppure in brodo con i fegatini di pollo.

SPAGHETTI (alla Marco Polo)

Forse il veneziano Marco Polo li aveva mangiati in Cina nel secolo XIII alla corte del Gran Khan. Da almeno 300 anni li troviamo come uno dei piatti più diffusi della cucina napoletana. Più tardi saranno gli intingoli, sinonimi di sugo o ragù, patrimonio di ogni regione che caratterizzano gli spaghetti di pasta allìuovo all’italiana. Nel veronese il condimento degli spaghetti è legato spesso alla tradizione delle antiche ricette scritte o tramandate dalle nostre nonne che, impiegando i prodotti genuini del territorio, si distinguono per bontà, qualità e sapore.